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NUOVO ORDINE MONDIALE MAYA

NUOVO ORDINE MONDIALE MAYA: UNA VIA AL DI LA’ DELLA TECNOLOGIA.

Con Arguelles e il Fattore Maya l’astrologia archeologica, l’archeologia astronomica, in una parola la “Scienza dell’Orgasmo cosmico” assurge a strumento elevato di conoscenza. La domanda esistenziale che viene lanciata è: “cosa c’è sopra la nostra testa che non ci sia anche dentro di noi, e come questa realtà si manifesta in modo psichico e ciclico? “

Il Fattore Maya presenta un’analisi della storia del ciclo della civiltà umana dal punto di vista Maya. Il Fattore Maya è il fattore tralasciato, sottovalutato, in relazione alla comprensione della nostra storia. E’ evidente dappertutto: il corso imboccato dalla nostra storia va in direzione di una civiltà completamente tecnologica, basata sullo sfruttamento totale delle risorse naturali della Terra, con il conseguente inquinamento dell’ambiente naturale, noto con il termine scientifico di biosfera. Il motivo per cui la direzione che abbiamo preso è preoccupante è che non sembrano esserci altenative a noi note. La situazione definisce una crisi al tempo stesso morale e biosferica. L’ottimismo tecnologico si rivela miope nel credere che si possa seguire questa direzione indefinitamente.

L’eredità Maya ci offre un’alternativa a questa folle corsa tecnologica all’oblio, che ci tiene avvinti in un incantesimo. L’equilibrio della Storia richiede che si consolidi un Nuovo Ordine Mondiale per poter salvare le specie e la biosfera dalla crisi portata dal Vecchio Ordine Mondiale. Laddove il Vecchio Ordine Mondiale Babilonese ha creato l’incubo tecnologico della civiltà moderna, c’è da aspettarsi che il Nuovo Ordine Mondiale Maya possa creare una via al di là della tecnologia. Ecco l’eredità ed il messaggio dei Maya: “Prima che sia troppo tardi, oh umani di quella che pensate sia la Nave Spaziale Terra, (sappiate che) c’è una Via al di là della Tecnologia. Ma per apprendere questo cammino dovete uscire fuori dal tempo in cui siete e tornare al tempo della natura. L’eredità che vi lasciamo è il dono di quell’altro tempo che avete ignorato.

Questa conoscenza è codificata nel nostro calendario, chè è più di un mero conto dei giorni. Il nostro splendore deriva da una matematica superiore basata sul 20 e non sul 10, un sistema vigesimale e non decimale. Vedete, l’essenza del tempo non è nella durata, computata in ore, minuti e secondi meccanici, che vi trascina nel vostro ‘futuro’. Piuttosto, l’essenza del tempo è la sincronizzazione che voi conoscete vagamente come sincronicità, il cui strumento supremo è il vostro stesso biocomputer umano, con le sue venti dita fra mani e piedi, e tredici articolazioni principali.

Siete voi, oh umani, la via al di là della tecnologia – ma solo con la conoscenza giusta!
Ascoltate la nostra saggezza finchè potete: il tempo non è denaro, il tempo è arte! Sì, la nostra eredità per voi è la scienza del tempo, la formidabile conoscenza che il tempo è la quarta dimensione!”

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NUOVO ORDINE MONDIALE MAYA

NUOVO ORDINE MONDIALE MAYA: UNA VIA AL DI LA’ DELLA TECNOLOGIA

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INTERVISTA A CLEMENTELLA SINDACO DI SAN GEMINI

Domanda: Salve sindaco buongiorno, ci può raccontare cosa state facendo?

Risposta: Buongiorno, abbiamo utilizzato gli spazi del campo della giostra per installare le aule provvisoria le aule in quanto l’attuale edificio è in fase di ristrutturazione. Tutto questo per iniziare la didattica il prima possibile. L’effetto covid19 e una serie di criticità (covi19 lavoro)comportano uno slittamento dei lavori di 2 mesi circa. Quindi per sopperire a questa grave mancanza abbiamo montato delle strutture prefabbricate e trovato una sistemazione adeguata ai bambini.Le aule sono state noleggiate e ospiteranno una serie di servizi. Le strutture sono a norma.

Domanda: Quanti bambini usufruiranno delle strutture provvisorie?

Risposta. Le aule verranno usufruite da 60 bambini dai 3 ai 5 anni che inizieranno a frequentare le lezioni lunedì 21 come annunciato e la termineranno nell’arco di 60 giorni.

Domanda: Quindi si potrebbe dire che i giovani che crescono andranno a scuola? Sia i 60 bambini sia quelli dell’asilo privato dei sacerdoti? Abbiamo più o meno un centinaio di bambini che crescono sotto i 6 anni.

Risposta: sì abbiamo un vivaio di bambini che crescono. Questo ci fa piacere e relativamente alle dimensione del comune è una gran ricchezza.

Domanda: Un’altra domanda sulle scuole, argomento di gfrade attualità: le altre scuole a che punto sono? Le scuole elementari riapriranno normalmente?

Risposta: con grande serenità posso dire che oggi hanno iniziato l’attività scolastica gli alunni della primaria e della secondaria. Ho fatto una visita alle aule e mi sono compliemntato con il corpo docente e con il personale aula. Sono situazioni che non presentano alcuna criticità.

Marco de Rosa: come si presenta la situazionale trasporti relativamente alla scuola nel nostro bel comune?

Risposta: Abbiamo adottato tutte le misure per far viaggiare i ragazzi in sicurezza. Abbiamo simulato i percorsi e reso più efficienti gli orari. Abbiamo aumentato le corse. Renderemo pedonale i percorsi che si devono fare per raggiungere le scuole.

Domanda: Possiamo dire che abbiamo circa un migliaio di giovani sangeminesi che si apprestano a diventare cittadini e un migliaio di anziani. Il nuovo distretto sanitario dove verrà allocato?

Clementella: sulla sanità per quanto possibile abbiamo avviato la costruzione di una nuova ASL. Sarà pronta in 12 mesi. Abbiamo richiesto molti servizi a favore della cittadinanza. Per quanto riguarda la cultura verranno messe in campo una serie di attività mostre e altro.

Anche l’attenzione all’ecologia è alta e stiamo sensibilizzando e cercare chi possa risollevare le sorti della San Gemini S.PA

Alessandro Bonafede

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Bogotà: muore altra vittima dell’attentato di gennaio

09.02.2019 – Alessandro Bonafede

Bogotà, muore un altro militare dell’attentato con un carro bomba di gennaio, in cui sono morte 20 persone e altre 68 sono state ferite. La vittima dell’esplosione del carro bomba a gennaio nella Scuola Generale di Sant Ander, Andrés David Fuentes Yepes, era stato operato chirurgicamente varie volte. L’informazione è stata confermata dal generale della polizia Oscar Ateohurtua Duque. L’attentato è stato rivendicato dall’ELN l’Esercito di Liberazione Nazionale, guerriglia attiva in Colombia dagli anni 60.

«L’operazione compiuta contro queste strutture e queste truppe è lecita nel quadro del diritto alla guerra, non c’è stata nessuna vittima non combattente», ha detto la direzione nazionale dell’ELN in una nota pubblicata sul suo sito internet.
I guerriglieri sostengono che l’attacco sia stata una risposta alle attività militari svolte dal governo del presidente Iván Duque Márquez durante il cessate il fuoco unilaterale che l’ELN aveva dichiarato da Natale fino alla fine dell’anno. Duque avrebbe infatti ordinato di compiere attacchi militari contro l’ELN su tutto il territorio nazionale. I guerriglieri hanno proposto un cessate il fuoco bilaterale «per creare un clima favorevole agli sforzi di pace», scrive l’ELN su Twitter.

Dopo il processo di pace con le FARC svoltosi con successo a Cuba il governo colombiano aveva iniziato un processo di pace anche con l’ELN, prima in Ecuador e poi ospitato a Cuba. Il processo di pace con l’ELN non ha mai avuto luogo, sia per il perdurare degli omicidi selettivi contro attivisti politici, sia per alcuni attentati alla struttura petrolifera del paese.

L’attentato contro la struttura militare è stato realizzato con un carro bomba guidato da un attentatore suicida. Dopo aver forzato il blocco all’ingresso della struttura, investendo un militare di guardia, l’attentatore si è fatto esplodere vicino a un gruppo di militari presenti nella struttura.

Nella struttura si effettuava addestramento di futuri reparti di intelligence destinati a svolgere operazioni militari. “Il presidente non ha rispettato le aspettative di pace e la risposta è stata svolgere attacchi militari contro di noi” si legge nel comunicato dell’ELN.”Le FARC non hanno fatto alcun processo di pace: le FARC si sono arrese”, dice un combattente dell’ELN in un video diffuso su internet. L’ELN afferma che il 25 dicembre le truppe colombiane hanno bombardato un campo dell’ELN ferendo una famiglia di passanti.

L’ELN nasce nel 1964 e da allora opera in diverse aree del paese. L’Esercito di Liberazione Nazionale (in spagnolo Ejército de Liberación Nacional – ELN) è una organizzazione di guerriglia  che opera in diverse aree della Colombia.

L’ELN ha meno affiliati (3.500-5.000 guerrilleri) ed è meno nota delle FARC, altra formazione ribelle colombiana. Diversamente dalle FARC, che fanno riferimento solo al marxismo ed alla figura di Bolívar, l’ELN, almeno all’inizio, era molto influenzata anche dalla teologia della liberazione. L’ELN rifiuta il modello sovietico e privilegia un modello economico e politico proprio, rifiuta anche i finanziamenti stranieri e si finanzia grazie al sostegno popolare e alle tasse imposte nei territori controllati. L’ELN, per disposizione statutaria, rifiuta di legarsi al narcotraffico, anche se nella pratica accade che singoli fronti si leghino al narcotraffico per autofinanziarsi. I colloqui di pace tra governo colombiano e ELN non hanno superato la fase esplorativa, dopo che il presidente Ivan Duque ha preso il potere nell’agosto 2018.

Il governo colombiano ha dichiarato 3 giorni di lutto per le 20 vittime dell’attentato e gli oltre 68 feriti. Il ministro della difesa ha dichiarato che “l’attentato terroristico” è stato realizzato con oltre 80 kili di esplosivo. “Tutti i colombiani rigettano il terrorismo e siamo uniti nel combatterlo” afferma in un tweet Ivan Duque.

Il carro bomba è esploso nel SUD di Bogotà durante una cerimonia di promozione di cadetti. Rojas Rodriguez è entrato nella scuola alle 9:30 am (1430 GMT) guidando un veicolo Nissan Patrol del 1993, ma non ha fornito dettagli riguardo l’esplosione. Il veicolo aveva effettuato l’ultima revisione nel dipartimento di Arauca dipartimento, al confine con il Venezuela e storica roccaforte dell’ELN.

Il presidente dell’Ecuador Lenin Moreno afferma che erano presenti 45 cadetti panamiensi durante l’attacco, con due feriti e che una delle vittime era un cadetto ecuadoregno.

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Venezuela: Maduro denuncia l’attentato alla rete elettrica nazionale

Ieri sera, a reti unificate, il presidente Maduro ha denunciato nei dettagli l’attacco al sistema elettrico nazionale, effettuato “con strumenti di altissima tecnologia in possesso solamente degli Stati Uniti d’America”.

Dal palazzo di Miraflores, la sede del governo, il presidente ha indicato che gli attacchi contro il sistema sono stati effettuati in tre fasi:

– Il primo attacco è stato un attacco cibernetico contro il cervello informatico del sistema di conduzione computerizzato della energia della Corporación Eléctrica Nacional (Corpoelec). L’attacco informatico sarebbe stato lanciato contro la centrale idroelettrica Simón Bolívar, situata nella diga di El Guri, nello stato di Bolívar. Questa centrale produce l’80% dell’energia del paese ed è una centrale energetica idroelettrica.

– Il secondo attacco (avvenuto quando era stato ripristinato il 70% del servizio) è stato di tipo elettromagnetico contro le vie e le autostrade di conduzione: “tramite dispositivi mobili sono state interrotti e invertiti i processi di recupero”, ha affermato Maduro.

– il terzo attacco sarebbe avvenuto la notte seguente “attraverso l’incendio e l’esplosione delle stazioni e sottostazioni elettriche”. Verso le 2 di mattina si sarebbe verificata un’esplosione a causa di un sabotaggio alla sottostazione dell’Alto Prado (stato Miranda) per mettere fuori uso tutta la rete elettrica di Caracas”, ha affermato Maduro mostrando le foto fatte dai residenti.

Per 3 notti praticamente tutto il territorio venezuelano è rimasto al buio: tutti i servizi telefonici internet e telefonia domestica sono stati interrotti drasticamente per 72 ore, come nemmeno avvenne nei cruenti terremoti di Cile e Messico.

Maduro e tutti i suoi seguaci hanno incolpato “l’Impero” ovvero gli Stati Uniti mentre l’opposizione attribuisce la colpa “alla crisi strutturale che dal 2009 soffre il sistema elettrico nazionale”. Nel 2010 il presidente Chavez  aveva decretato l’emergenza idroelettrica nazionale in seguito alla carenza di pioggia.

Il blackout del resto non è il primo: tra le città più colpite dai recenti blackout Maracaibo y San Cristobal. Nella prima nel 2018 la popolazione aveva denunciato blackout quotidiani, lamentandosi e protestando anche veemente.

Ma il problema dell’energia elettrica non è  un problema solo Venezuelano, ma anche della vicina Colombia. Nelle zone rurali della Colombia e nei quartieri più poveri spesso l’alimentazione elettrica domestica è di pessima qualità mentre nelle zone rurali avviene tramite generatori elettrici domestici a benzina. Intanto alberghi e strutture turistiche del Caribe colombo venezuelano, spesso in mano di aziende straniere, godono di un trattamento privilegiato.

Fatto curioso quello della bassa qualità del servizio elettrico per due paesi la Colombia e il Venezuela con ingenti risorse petrolifere, ma anche con notevoli potenzialità di produzione di energia idroelettrica.

“Venezuela è forse il primo paese al mondo che è stato vittima di un attacco cibernetico tramite tecnologia statunitense” ha affermato il mandatario venezuelano Maduro, assicurando che il danno è stato provocato tramite tecnologia in possesso unicamente del governo degli Stati Uniti e stigmatizzando l’avvenuto come una grave violazione dei Diritti Umani del popolo venezuelano e un grave attentato contro la pace e la stabilità del paese. L’esercito è mobilitato da 72 ore in tutto il paese per cercare di porre rimedio all’incresciosa situazione verificatasi. Sono state arrestate 2 persone che cercavano di sabotare il sistema di comunicazione di El Guri. Praticamente quasi tutto il paese è al buio.

Apertura scuole: intervista al sindaco di San Gemini, Clementella

di Alessandro Bonafede (sito)
martedì 22 settembre 20200Commentihttps://platform.twitter.com/widgets/tweet_button.2d7d9a6d04538bf11c7b23641e75738c.fr.html#dnt=false&id=twitter-widget-0&lang=fr&original_referer=https%3A%2F%2Fwww.agoravox.it%2FApertura-scuole-intervista-al.html&size=m&text=Apertura%20scuole%3A%20intervista%20al%20sindaco%20di%20San%20Gemini%2C%20Clementella%20-%20AgoraVox%20Italia&time=1600807624015&type=share&url=https%3A%2F%2Fwww.agoravox.it%2FApertura-scuole-intervista-al.html&via=AgoraVoxItaliahttps://www.facebook.com/plugins/like.php?href=https://www.agoravox.it/Apertura-scuole-intervista-al.html&width=78&layout=box_count&action=like&size=small&share=true&height=65&appId0Preferiti

 Salve Sindaco buongiorno, ci può raccontare cosa state facendo?

Buongiorno, abbiamo utilizzato gli spazi del campo della giostra per installare le aule provvisoria le aule in quanto l’attuale edificio è in fase di ristrutturazione. Tutto questo per iniziare la didattica il prima possibile. L’effetto covid19 e una serie di criticità (covi19 lavoro)comportano uno slittamento dei lavori di 2 mesi circa. Quindi per sopperire a questa grave mancanza abbiamo montato delle strutture prefabbricate e trovato una sistemazione adeguata ai bambini.Le aule sono state noleggiate e ospiteranno una serie di servizi. Le sturtture sono a norma.

Quanti bambini usufruiranno delle strutture provvisorie?

Le aule verranno usufruite da 60 bambini dai 3 ai 5 anni che inizieranno a frequentare le lezioni lunedì 21 come annunciato e la termineranno nell’arco di 60 giorni.

Quindi si potrebbe dire che i giovani che crescono andranno a scuola? Sia i 60 bambini sia quelli dell’asilo privato dei sacerdoti? Abbiamo più o meno un centinaio di bambini che crescono sotto i 6 anni.

Sì abbiamo un vivaio di bambini che crescono. Questo ci fa piacere e relativamente alle dimensione del comune è una gran ricchezza.

Un’altra domanda sulle scuole, argomento di gfrade attualità: le altre scuole a che punto sono? Le scuole elementari riapriranno normalmente?

Con grande serenità posso dire che oggi hanno iniziato l’attività scolastica gli alunni della primaria e della secondaria. Ho fatto una visita alle aule e mi sono compliemntato con il corpo docente e con il personale aula. Sono situazioni che non presentano alcuna criticità.

Come si presenta la situazionale trasporti relativamente alla scuola nel nostro bel comune?

Abbiamo adottato tutte le misure per far viaggiare i ragazzi in sicurezza. Abbiamo simulato i percorsi e reso più efficienti gli orari. Abbiamo aumentato le corse. Renderemo pedonale i percorsi che si devono fare per raggiungere le scuole.

Possiamo dire che abbiamo circa un migliaio di giovani sangeminesi che si apprestano a diventare cittadini e un migliaio di anziani. Il nuovo distretto sanitario dove verrà allocato?

Sulla sanità per quanto possibile abbiamo avviato la costruzione di una nuova ASL. Sarà pronta in 12 mesi. Abbiamo richiesto molti servizi a favore della cittadinanza. Per quanto riguarda la cultura verranno messe in campo una serie di attività mostre e altro.

Anche l’attenzione all’ecologia è alta e stiamo sensibilizzando e cercare chi possa risollevare le sorti della San Gemini S.PA

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Paramilitari di nuovo in azione in Colombia

Dal 27 di febbraio in Colombia 150 uomini armati appartenenti a un gruppo armato non identificato, presumibilmente paramilitari, tengono sequestrata una comunità indigena intera. I fatti stanno avvenendo nel municipio di Riosucio, regione del Choco, costa pacifica.
La comunità ha chiesto l’aiuto della forza pubblica militare, ma l’esercito ancora non è intervenuto.

I fatti costituiscono una fragrante violazione del Diritto Umanitario, che è un diritto di guerra in quanto costituisce una palese violazione dei Diritti Umani della comunità indigena. Secondo il Diritto Umanitario infatti le parti belligeranti devono evitare di attaccare o nuocere a obiettivi civili. Ma il neo presidente della Colombia Duque, come i predecessori Santos e Uribe si ostinano a negare che la Colombia sia un paese in guerra.

Ciò nonostante i recenti attacchi della guerriglia dell’ELN (Esercito di Liberazione Nazionale) contro l’infrastruttura petrolifera del paese e nonostante nel paese continui a operare la cosidetta “dissidencia” delle più note FARC – Forze Armate Rivoluzionarie Colombiane: alcuni fronti delle FARC infatti, si sono rifiutati di partecipare al processo di pace tra FARC e Governo Santos. Processo che ha avuto luogo a Cuba sotto l’egida internazionale. Per questo processo di pace conclusosi con relativo successo Santos ha infatti ottenuto il plauso della comunità internazionale e il Nobel per la Pace.

Ma nel paese gli omicidi selettivi di attivisti sociali continuano imperterriti: nonostante le FARC abbiano riconsegnato più di 14000 armi in container sotto la supervisione dell’ONU. Le FARC hanno dunque fondato un partito politico cambiando il proprio nome in Forze Alternative Rivoluzionarie Colombiane.

La storia si ripete e il sicariato paramilitare si abbatte con ferocia contro gli ex combattenti della FARC e contro semplici simpatizanti. Ci si riferisce a quello che è passato alla storia come Genocidio della Uniòn Patriotica: nel 1986 dopo alcuni negoziati di pace tra FARC e il governo di Betancur, passati alla storia come Acuerdos de la Uribe . Dopo tali accordi moltissimi membri delle FARC uscirono dalla clandestinità y si re incorporarono alla vita civile presentandosi alle elezioni come Partito de della UP – Union Patriotica. Partito che ebbe un successo enorme e che venne quasi sterminato a colpi di sicariato. Due candidati presidenziali, gli avvocati Jaime Pardo Leal y Bernardo Jaramillo Ossa, 5 parlamentari in carica (Leonardo Posada, Pedro Jiménez, Octavio Vargas, Pedro Valencia, Manuel Cepeda), 11 deputadi, 109 consiglieri vari ex consiglieri, 8 sindaci in esercizio, 8 ex sindaci e circa 3000 dei suoi militanti e simpatizzanti (altre fonti assicurano che sono stati circa 5000) sono stati assassinati per mano di gruppi paramilitari, membri delle forze di sicurezza dello Stato (Esercito, Polizía segreta, intelligence, Polizia regolare e narcotrafficanti).

Infatti non è più un mistero né un segreto che già esista un piano all’interno di settori delle FARC per rifondare la storica guerriglia, la più antica del mondo. Piano che viene osteggiato apertamente dal Segretariato delle FARC rifugiato a Cuba e che in più riprese ha dichiarato ufficialmente mediante portavoce che “non si vuole ritornare alla lotta armata e riprendere le armi”.

Intanto nel Chocò a Riosucio. Un lìder della comunità è riuscito a eludere il confinamento di massa imposto dal gruppo armato illegale e ha denunciato all’opinione pubblica i fatti che stavano avvenendo ai danni della remota comunità indigena che conta 45 famiglie e circa 226 persone. “Siamo sicuri che dopo questa denuncia le angherie contro la comunità saranno peggiori”, ha dichiarato il rappresentante della comunità in un comunicato dell’associazione indigena Orewa.

Secondo la organizzazione Tierra y Vida di Riosucio – Choco, “il passato 13 di gennaio, due sconosciuti hanno fatto irruzione nella casa di Pedro Moreno, di 20 años, nel quartiere El Centro e hanno esploso 5 colpi di arma da fuoro, provocandone la morte. Questa stessa notte, in un caso separato, Yuber Córdoba, di 20 anni, è stato freddato con una arma da fuoco mentre si trovava nel porto del quartiere Escolar. (sempre nel comune di Riosucio ndr)”.
“Le comunità di Riosucio, nel Chocó, insieme alle organizzazioni sociali, chiedono allo Stato colombiano maggiore protezione date le costanti azioni di gruppi armati illegali che operano nella regione del Basso Atrato, visto l’assassinio dei due giovani e le costanti minacce dovute alla presenza permanente di strutture armate paramilitari”.

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Colombia. Duque e Uribe sconfitti alle regionali

“Con il 35% dei voti, Bogotà elegge la prima sindaca della storia del Paese. “Una vittoria femminista che scomoda profondamente l’establishment conservatore della Colombia, mentre il presidente Duque e Uribe vengono sconfitti duramente a livello nazionale”. Questa, da Bogotá, la dichiarazione  di Cristiano Morsolin, esperto di Human rights Defend sull’esito delle elezioni regionali e comunali in Colombia del 27 ottobre, elezioni che hanno visto l’avanzamento delle forze sostenitrici del processo di pace dell’Havana. Processo di Pace siglato nel 2016 tra la guerriglia colombiana delle FARC e atteso dal 2012.

“Claudia López – continua Morsolin – è politologa, investigatrice sociale con studi alla Columbia University, negli Usa. È stata più volte minacciata di morte per le denunce sulla corruzione e narco paramilitarismo presentate attraverso la sua fondazione Nuevo Arcoiris. Tre suoi libri aiutano a capire il legame criminale tra la ‘ndrangheta calabrese e il comandante paramilitare di origini italiane, Salvatore Mancuso, che l’anno prossimo uscirà dal carcere, negli Usa, e potrebbe rivelare verità inquietanti anche al procuratore di Catanzaro, Nicola Gratteri, che aveva chiesto l’estradizione in Italia nel 2007”.

Dunque giorni intensi e di speranza di pace in Colombia.

La nuova sindaca si ispira all’ex sindaco pacifista e attuale senatore Antanas Mockus, con la rivoluzione dell’educazione simboleggiata dalla matita. Ha concluso un processo di alleanza di centrosinistra con il Polo Democratico (il cui leader è il senatore Iván Cepeda, amico di Don Ciotti e collaboratore di Libera) e ha immediatamente dichiarato la volontà di collaborare con Holman Morris, terzo per voti a Bogotá con 14%, rappresentante della sinistra di Colombia Humana di Gustavo Petro.

Il centrosinistra, le alleanze e i candidati indipendenti quindi sono i vincitori delle elezioni, mettendo in seria difficoltà la destra di Uribe e Duque. La situazione comunque sia è ancora a macchia di leopardo.

Ma novità arrivano anche da città importanti come Medellìn, spiega Morsolin: “Addirittura a Medellín, da sempre feudo dell’ex presidente Uribe – che negli anni ‘80 ha fondato le cooperative di sicurezza privata Convivir per difendere i latifondisti dalle incursioni delle guerriglie, poi diventate bastione del paramilitarismo – vince il giovane candidato indipendente Daniel Quintero, con l’appoggio di Petro. Il movimento progressista Colombia Humana vince a Santa Marta (con il neogovernatore Carlos Caicedo), a Cali, a Buenaventura, nel Cauca con Mercedes Tunubalá, prima donna indigena eletta a Silvia, poco lontano da Toribio, dove nel 1986 è stato assassinato il primo sacerdote indigeno, padre Alvaro Ulcué”.

Una delle grandi e vistose sorprese nelle elezioni della passata domenica 27 ottobre, si  è vissuta nel municipio di Silva, montagne del Cauca, regione del Pacifico. Si tratta di Mercedes Tunubalá Velasco, anche conosciuta come ‘Mamá Mercedes’, che rappresenterà tutta la sua comunità indigena dei Guambia.

Nella fredda e affascinante cittadella di 31000 abitanti  Mercedes Tunubalà Velasco assicura che la sua priorità sarà unire la comunità “tessendo un governo per la vita”.

Dopo essere stata eletta con 4.226 voti “Mamma Mercedes” è andata a incontrare una moltitudine di persone nel centro di questo municipio, ringraziando per l’appoggio.

“Tutti sappiamo dell’importanza di questo processo ancestrale e la lotta che stiamo portando avanti per i nostri diritti e quelli della comunità di Silvia in generale”; alla nuova sindaca toccherà affrontare le sfide relazionate alla violenza e ai progetti di nuove infrastrutture.

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Snowden sotto processo in Virginia

«Mi chiamo Edward Joseph Snowden. Un tempo lavoravo per il governo, ora lavoro per le persone. Mi ci sono voluti quasi trent’anni per capire che c’era una differenza tra le due cose e, quando è successo, ho iniziato ad avere qualche problema sul lavoro. E così adesso passo il tempo cercando di proteggere la gente dalla persona che ero una volta – una spia della CIA e della National Security Agency. Se state leggendo questo libro è perché ho fatto qualcosa di molto pericoloso, per uno nella mia posizione: ho deciso di dire la verità».

Dal 2013, dalle pagine del “Guardian” e da “errore di Sistema” l’autobiografia di Edward Snowden il mondo ha appreso e aperto gli occhi: un insider che rispondeva al nome di Edward Snowden spiegava intervista dopo intervista in che modo e perché CIA e National Security Agency ci stavano spiando tutti raccogliendo informazioni sensibili da ogni telefonata, messaggio o e-mail.

In questa autobiografia (Errore di Sistema) edita da Longanesi, l’autore, oggi rifugiato in Russia, ripercorre la sua storia figlia di un’era digitale globale in cui grazie alla tecnologia siamo sempre più interconnessi e per colpa della tecnologia sempre più controllabili.

Solo allora il mondo capì di essere illegalmente sorvegliato col fine, tra gli altri, di essere manipolabili e ricattabili. Il Datagate assestò un colpo molto duro all’idea di democrazia e segnò l’apice della consapevolezza pubblica sul potere dei dati e sul potere delle agenzie internazionali di servizi segreti.

Recentemente gli Stati Uniti si sono accaniti contro Edward Snowden e la procura della Virginia ha intentato una causa civile contro l’ex funzionario della National Security Agency. Il suo nuovo libro, (Errore di Sistema) violerebbe gli accordi di non divulgazione di informazioni classificate come sensibili da Cia e National Agency

Il Dipartimento di Giustizia degli USA ha affermato che Snowden ha divulgato il libro senza sottoporlo alla revisione delle agenzie di intelligence di cui era stato dipendente, violando quindi gli obblighi di riservatezza che aveva firmato. Snowden è anche indagato per aver rilasciato interviste pubbliche su temi legati al su lavoro nelle agenzie di intelligence. È stato denunciato anche l’editore.

La causa appartiene a un filone separato dalle accuse questa volta non civili ma penali contestate a Snowden. I capi di accusa sono: violazione dell’espionage act per le sue rivelazioni sul Datagate. L’azione giudiziaria è stata annunciata nello stesso giorno in cui è uscito il libro. Snowden è accusato di aver violato l’obbligo di riservatezza imposto dal suo contratto con la National Security Agency.

In una nota il dipartimento di Giustizia USA afferma di voler “impedire o limitare la pubblicazione o la distruzione del libro, recuperare tutti i proventi guadagnati da Snowden in ragione del fatto che non ha sottoposto il libro a revisione preventiva in violazione dei suoi obblighi contrattuali”.

“Le informazioni d’intelligence dovrebbero proteggere la nostra nazione, non portare a profitti personali” ha dichiarato G. Zachary Terwilliger, procuratore federale del distretto della Virginia.

Rifugiato in Russia, Snowden è accusato di spionaggio negli Stati Uniti. L’ex contractor della Nsa ha da poco chiesto il diritto d’asilo alla Francia. In un’intervista rilasciata alla radio France inter ha dichiarato: “Ho chiesto l’asilo in Francia nel 2013 sotto François Hollande. Mi farebbe piacere che Emmanuel Macron mi accordasse lo stesso diritto ora”.

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Colombia, assalto con esplosivi a stazione di Polizia

06.08.2020 – Alessandro Bonafede

L’attacco, avvenuto il 3 agosto, ha causato solo perdite materiali, la polizia sta indagando. L’attentato potrebbe essere opera di “bande urbane organizzate” o di gruppi armati illegali che operano nella zona come i gruppi paramilitari o la guerriglia dell’ELN. L’attentato è avvenuto a Tibù Norte de Sant Anderal confine con il Venezuela. L’attacco ar,ato è avvenuto nella località nota come Petrolea, comune di Tibù.

Le esplosioni si sono verificate alle 4:15 del pomeriggio di lunedì. Non ci sono stati feriti ma solo danni materiali ingenti. Alcuni abitanti assicurano che gli autori materiali dell’attentato sono stati 2 uomini a bordo di una motocicletta DR-650 in possesso di una granata esplosiva. Secondo alcuni testimoni del fatto, gli autori materiali dell’attacco avrebbero usato come via di fugavie di difficile accesso. La Polizia Nazionale colombiana ha invitato la popolazione a offrire informazioni che permettano di identificare i responsabili dell’attacco.

In questa zona della Colombia fanno presenza strutture paramilitari (Los Rastrojos), cellule della dissidenza delle FARC (Forze Armate Rivoluzionarie Colombiane) che non hanno mai partecipato al processo di pace dell’Avana, fronti della guerriglia dell’ELN (Esercito di Liberazione Nazionale) e bande criminali.

Secondo il comandante della Polizia di Norte de Santander, il colonnello Jhon Alzate “nella zona operano integranti della guerriglia ELN (Esercito di Liberazione Nazionale) e membri della dissidenza del fronte 33 de la guerriglia delle Farc, che potrebbero essere responsabili dell’attentato”.

Le autorità ipotizzano che l’attentato sia di una risposta alla eradicazione manuale e alle fumigazioni con glifosato delle coltivazioni di coca.

Nell’ultimo mese se sono registrate quattro azioni violente contro membri della Polizia e dell’Esercito nel Catatumbo colombiano. I responsabili sarebbero membri della guerriglia dell’ELN e del fronte 33 della dissidenza delle Farc.

Il governo Duque viene ora accusato dalle FARC di non fare nulla per fermare gli omicidi selettivi di ex guerriglieri. Solo nel mese di luglio in Colo,bia sono stati uccisi da sicari 33 attivisti sociali. Le FARC durante il processo di pace hanno fondato un proprio partito e hanno cambiato il nome in Forze Alternative Rivoluzionarie del Comune. Lo stillicidio di assassinii di leader sociali a colpi di sicariato è stato più volte denunciato da stampa, ONG e organizzazioni sociali. Solo nel mese di luglio in Colombia sono stati uccisi da sicari ben 33 attivisti sociali.

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Intervista ad Alessandro Bonafede: presidente dell’ASS. ISOLA Italia*‬

di MADDALENA CELANO

M. C.: Con quale ONG ha collaborato e che ruolo ottenne? Era un semplice cooperante o il leader di un progetto sociale in Colombia?

‪A. B.: Ho lavorato come cooperante di una ONG che aveva il compito di proteggere la vita di attivisti sociali: sindacalisti leader contadini soprattutto e leader indigeni.

Mi proposero di fare il presidente ma ho rifiutai per attenermi alla mia passione: responsabile della comunicazione e accompagnatore internazionale, cosa che mi ha permesso di viaggiare molto e vedere paesaggi bellissimi, conoscere gente meravigliosa in zone dove nemmeno i bogotani conoscono adeguatamente, invece che stare in un ufficio, dietro a una scrivania con gli occhi sullo schermo di un pc.

La ONG si chiamava IPO International Peace Observatory, poi il progetto è stato chiuso e se ne è aperto un altro che si chiama IAP International Action for Peace.

Sarebbe interessante se i nostri lettori, su youtube ascoltassero il brano dei Los Nandez, Lero lero, è un brano che descrive adeguatamente l’ attuale realtà colombiana

(‪https://www.youtube.com/watch?v=hSBCO6wx2i8) .

Ho vissuto in molte metropoli e sono romano ma il mio mondo ideale assomiglia più a una cittadella di 200mila abitanti massimo con paesini intorno. Il resto l’ho già visto e mi annoia.

In Colombia più volte mi hanno chiesto se volevo maneggiare armi e ho sempre rifiutato. Mi sono trovato in mezzo a numerose sparatorie, sia urbane che da guerra vera campestre. Non è proprio semplicissimo mantenere la calma come se stessi su facebook, a casa propria.

M. C.: Purtroppo il TRENO DELLA STORIA, quando va bene, passa una volta ogni 150 anni! Chi sa se vedremo mai una rivoluzione… Forse continueremo a vivere in un paese capitalista che ci toglierà la dignità fino alla morte! Sempre che non si fugga per raggiungere l’America Latina o il Donbass! Come ha vissuto queste continue rivolte campestri o contadine?

A. B.: la guerriglia fa esattamente questo: attacca velocemente e a fondo e si ritira ancora più velocemente. La guerra la faccio per vincerla: SI VIS PACEM PARA BELLUM (se vuoi la pace preparati alla guerra). Sennò stabilizzo il risultato, come diciamo a Torpignatatra, e mi tengo quello che ho! Intanto suggerisco ai nostri lettori un nuovo video che descrive le rivolte contadine in Colombia: Toma de las FARC  a mitu coordinada y planeada por el…

‪(https://www.youtube.com/watch?v=eeZgy8rgWYs)

M. C: Ha mai collaborato con le FARC?

A. B.: Non sono precisamente PRO-FARC ma di tattiche militari ne capiscono tanto per rimanere in topic! “Beh, Alessandro noi delle FARC non siamo stinchi di santo…” uno delle FARC mi disse durante un incontrato al bar! Mi dispiace ma qui ti contesto lo schema logico di base. Il conflitto colombiano è esente da giudizi kantiani di valore, sennò si fa neocolonialismo europeo. Non si può schematizzare in chi ha ragione e chi ha torto. Magari fosse così!

Facendo un parallelo con Cuba (dove tra l’altro si trova la sede della Massoneria Internazionale: in cui i più grandi massoni internazionali s’incontrano annualmente): “Cuba non è quello che ha voluto essere. Cuba è quello che ha potuto essere” (Fidel Castro).

Io ero sposato con la nipote del Gran Maestro della Massoneria Colombiana: ma divorziai molto presto. Sono fuggito da questo contesto: vivere come un iper-privilegiato ricco tra migliaia di poveri. Purtroppo non sono furbo. Lasciai tutto e andai a vivere a San Augustin, nel quartiere 7 Agosto di Bogotá (la Torpignattara bogotana): però stavo in una casa di artisti poveri ma divertentissimi (senza cocaina).

Quando si ha denaro a sufficienza, si ragiona così: “proviamo a fare di più”. Ma quando ne hai pochi si ragiona differentemente, come loro: “teniamoci quello che abbiamo e prendiamocene un po’ di più piano piano”. A Torpigattara si dice: stabilizzare il risultato…

Suggerisco un brano su youtube che descrive la vita nei quartieri poveri bogotani: El viejo nandez en mi barrio (‪https://www.youtube.com/watch?v=zl-XlK7iubk).   Sono 12 anni che combatto. Una volta a Santa Marta (Caribe colombiano) mi hanno sparato su un piede ma per scherzo perché lavoravo come cameriere: facevo la lasagna, la pizza, organizzavo  feste gratis per il villaggio e la gente mi voleva bene anche se nell’ area paramilitare non ero affatto ben visto! Mi hanno anche rubato un computer…

M. C.: Non è chiara la risposta: cosa ne pensa del processo di pace e del ruolo politico delle FARC?

A. B.: Il referendum per il sì o il no alla pace, tenutosi nell’ Ottobre 2016, è finito con pochissimi voti (10000) a favore del no all’accordo poiché moltissimi pensano che prima le FARC debbano rispondere dei propri crimini.

M. C.: Attaccare un normale partito politico?! Un movimento di difesa contadina che ha deposto le armi e che ha deciso ad operare nel rispetto della dialettica democratica? Perché, i paramilitari sarebbero esenti da colpe? Non sono i fascisti di Alvaro Uribe ostili alla dialettica democratica?

A. B.: La guerra è guerra! La guerra è uno stato d’ eccezione ed è esente dalle regole di una normale dialettica democratica. Un’amica psicologa mi ha detto che ci vorranno 15 anni minimo per rimarginare i danni psicologici di 50 anni di guerra. Una donna specializzata in psicologia del post conflitto.

M. C.: Crimini delle FARC?! Perché i paramilitari usavano bouquet di fiori?! E le migliaia di bambine e ragazzine stuprate e rapite dai paramilitari, rinchiuse nei loro bordelli legali, bordelli sostenuti dallo stato colombiano per finanziare l’acquisto di armi e uccidere indios e contadini?!

A.B.: Oh, finalmente ci siamo!

No di certo: se si fanno correttamente i conti e si è intellettualmente onesti, i crimini di guerra sono per il 60% imputabili ai paramilitari e solo il 40% è imputabile alle varie guerriglie! Ora c’è una nuova guerriglia: l’Esercito Popolare di Liberazione che ha messo una bomba in un supermercato e ha ammazzato una ragazza straniera, proprio questo mese, pochi giorni fa. Vorrei qui ricordare che anche un semplice cantante di un gruppo rap “alerta camerada” (attenzione compagno) è stato freddato con un colpo alla nuca.

M.C.: Ma se appena le FARC hanno deposto le armi, i paramilitari hanno ricominciato a macellare ex guerriglieri e contadini! Vi sono più morti adesso che con la guerriglia! Che senso avrebbe continuare a demonizzare solo le FARC?

A. B.: Ancora ricordo un concerto rap in un quartiere popolare di Bogotá, in cui i cantanti avevano meno di 18 anni. Mentre cantava una ragazza, tanto erano di fuoco le liriche e ad alto contenuto sociale che l’esercito colombiano pretese di fermare il concerto. Cosa che non avvenne solo per la presenza di noi cooperanti internazionali. Quello a cui tengo particolarmente è evidenziare come la Colombia sia un posto meraviglioso, dove fare turismo sostenibile e responsabile, una terra con una ricchezza incredibile di flora, fauna e buon cibo. Il conflitto armato impedisce di visitare larghe zone del paese e impone alla popolazione civile sofferenze enormi. Sono inoltre un non violento e un pacifista per convinzione: non penso che nella nostra metà di mondo occidentale vi siano gli estremi per giustificare forme di opposizione violenta e che la violenza diffusa sia un gran problema anche in tutto il continente americano. Parallelamente sono contrario a qualunque forma di dittatura.

M. C.: Non pensa che il termine dittatura ormai sia ormai inflazionato? Usato dai presunti “democratici” per demonizzare qualsiasi tentativo, da parte dei paesi sovrani e autonomi dagli USA, a restare sovrani e autonomi…? Ad esempio, si accusa di “dittatura” il governo Venezuelano. Cosa che indigna! Quel governo non è in alcun modo definibile una dittatura, non lo è sotto il profilo giuridico, non lo è  sotto il profilo ideologico, tantomeno sotto il profilo della partecipazione popolare! Ovviamente non considero dittatura neanche il sistema cubano che ritengo persino superiore e più evoluto del sistema Venezuelano! Sai bene che a Cuba annualmente si svolgono libere elezioni, l’astensionismo non esiste, la partecipazione popolare è massiccia, si candida tutta la società civile (associazioni e comitati popolari) e  l’ unica entità a cui è proibito candidarsi è proprio il Partito Comunista Cubano! Ecco perché dico che, spesso, sedicenti anarchici o “democratici” si rendono inconsapevolmente servitori dell’imperialismo USA! Non trovo giusto neanche demonizzare la guerriglia, nei paesi in via di sviluppo, che spesso altro non è che resistenza partigiana verso regimi efferati che praticano apartheid, pulizia etnica, genocidi ed esproprio abusivo di terre ai contadini!

A. B.: Nella “costituzione” inglese (il termine costituzione è improprio perché si tratta di paesi del Common Law non del  Civil Law), è sancito il diritto alla ribellione popolare in caso di dittatura. Voltaire disse: schiacciate l’infame! Dove l’infame era la Chiesa Cattolica che esercitava da secoli un regime autoritario e repressivo. La nostra democrazia è nata dalla ribellione popolare della Resistenza dei partigiani, comunisti per lo più ma anche liberali, cattolici, etc. Da ciò nacque la nostra “democrazia”, sulle ceneri del fascismo. La Colombia è l’unico paese dell’America latina dove non c’è stata una dittatura negli anni 70. Tuttavia vi è stato un conflitto armato durato più di 50 anni, tutt’ora in corso. Nelle democrazie occidentali siamo indubbiamente di fronte a una forma nascente e inedita di totalitarismo, basato sulla dittatura della merce, il saccheggio delle risorse naturali, la guerra imperialista, etc. E’ anche vero però che sono stati faticosamente rosicchiati spazi di libertà e altri bisogna conquistarne. Ma il processo è culturale, sociale e politico. Non certo militare!

*(organizzazione di solidarietà, per la resistenza non violenta e la tutela delle popolazioni indigene in Colombia) cooperante, internazionalista e attivista pacifista

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